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Ritirati o respinti dalla 7^ commissione
quasi tutti gli emendamenti relativi alla scuola (artt. 65-66-67-68).
Di seguito:
Gli emendamenti agli
artt. 66, 67 e 68 della Finanziaria 2007
APPROVATI il 17/10/06 in 7^ commissione della Camera.
EMENDAMENTI APPROVATI DALLA COMMISSIONE
ART. 66.
Al comma 14, primo periodo, sostituire le parole:
anni scolastici 2007/2008 e 2008/2009, con le seguenti: anni
scolastici 2007/2008, 2008/2009 e 2009/2010, .
1746-bis/VII/66. 126. Li Causi, Ghizzoni, Rusconi,
Tessitore, Volpini, Testa, Benzoni, Chiaromonte, Colasio, Costantini, De
Biasi, De Simone, Folena, Giachetti, Giulietti, Guadagno detto Vladimir
Luxuria, Latteri, Poletti, Razzi, Sasso, Schietroma, Sircana, Tranfaglia,
Villari.
Al comma 14, dopo le parole:
apposito corso di formazione, indetto dall'amministrazione con le
medesime modalità aggiungere le seguenti: entro l'anno scolastico
2006/2007.
1746-bis/VII/66. 128. Il Relatore.
Dopo il comma 14, inserire il seguente:
14-bis. Sui posti vacanti e disponibili relativi agli anni
scolastici 2007/2008, 2008/2009 e 2009/2010, una volta completate le
nomine di cui al comma 14, si procede alla nomina dei candidati che
abbiano partecipato alle prove concorsuali della procedura riservata
bandita con il decreto ministeriale 3 ottobre 2006, pubblicato nel
Supplemento alla Gazzetta Ufficiale, quarta serie speciale, n. 76
del 6 ottobre 2006, che abbiano completato la relativa procedura
concorsuale riservata, alla quale siano stati ammessi per effetto
dell'aliquota aggiuntiva del 10 per cento e siano risultati idonei e non
nominati in relazione al numero dei posti previsti dal bando.
Successivamente si procede alla nomina dei candidati che abbiano
partecipato alle prove concorsuali delle procedure riservate bandite con
il decreto dirigenziale 17 dicembre 2002, pubblicato nel Supplemento
alla Gazzetta Ufficiale, quarta serie speciale, n. 100 del 20
dicembre 2002 e con il predetto decreto del Ministro 3 ottobre 2006, che
abbiano superato il colloquio di ammissione ai corsi di formazione
previsti dalle medesime procedure, ma non si siano utilmente collocati
nelle rispettive graduatorie per la partecipazione agli stessi corsi di
formazione. Detti candidati possono partecipare a domanda ad un apposito
periodo di formazione e sono ammessi a completare l'iter
concorsuale sostenendo gli esami finali previsti nei citati bandi,
inserendosi nelle rispettive graduatorie dopo gli ultimi graduati. Le
nomine vengono effettuate secondo l'ordine di indizione delle medesime
procedure concorsuali. Nella graduatoria del concorso riservato indetto
con il decreto dirigenziale 17 dicembre 2002 sono, altresì, inseriti,
ulteriormente in coda, coloro che hanno frequentato nell'ambito della
medesima procedura il corso di formazione, superando il successivo esame
finale, ma che risultavano privi del requisito di almeno un anno di
incarico di presidenza.
1746-bis/VII/66. 125. Rusconi, Ghizzoni, Volpini, Colasio,
Giachetti, Villari, Poletti.
ART. 67.
Al comma 1, sopprimere le parole:
e 66, di conseguenza sopprimere la lettera b).
1746-bis/VII/67. 6.Sasso, Folena.
Resoconto schematico della seduta del 17/10/06
della 7^ commissione della Camera.
[Omissis]
Il viceministro Mariangela BASTICO
intende fornire alla Commissione taluni elementi di informazione, che
servono a chiarire la posizione del Governo nella discussione sul
complesso degli emendamenti, stante peraltro l'ampiezza delle deleghe
che le sono state conferite dal Ministro dell'istruzione in materia di
scuola. Ricorda che, nella giornata di ieri, ha avuto modo di rispondere
a notizie del tutto infondate pubblicate dalla rivista «Tutto
scuola», che sono state poi riprese dagli organi di stampa. Sottolinea,
in primo luogo, che l'impianto normativo che sta alla base degli
interventi previsti nel settore scolastico deve essere inquadrato in
una manovra improntata al rigore nella quale si fa un'opera di
razionalizzazione che investe la spesa pubblica. Al riguardo, nel
ricordare l'entità della spesa complessiva del sistema nazionale
dell'istruzione, rileva che i dipendenti della scuola rappresentano
un terzo dell'organico complessivo della pubblica amministrazione e
che, per tali ragioni al Governo anche in questo settore
appare necessaria una razionalizzazione, allo scopo di migliorare la
scuola. La razionalizzazione, pertanto non si traduce in un taglio
indiscriminato delle risorse finanziarie, che è stato fatto dal
precedente Governo, ma opera in un'ottica selettiva degli interventi
nella prospettiva di un miglioramento della qualità della scuola in
accompagnamento con le autonomie scolastiche. Osservato che ciò comporta
un adeguato governo della spesa, che si traduce in interventi
puntuali e mirati, ritiene che quanto rilevato dagli organi di
stampa rappresenti un errore derivante da una lettura parziale ed
erronea dei dati di riferimento sui quali si fonda la manovra
finanziaria, dati che devono essere letti attentamente, al fine di
comprendere come un efficiente governo della spesa nel settore della
scuola possa migliorare i livelli di innovazione e sviluppo.
Intende, quindi, fornire elementi esplicativi, al fine di
chiarire qual
è la strategia del Governo prevista nella manovra finanziaria con
riferimento al settore della scuola.
Rileva, in primo luogo, che le norme ivi previste non sono «deleghe in
bianco» al Governo, atteso che si prevede l'emanazione di regolamenti
attuativi sulla base della legge n. 400 del 1988. Il pacchetto di norme
riguardante la scuola può definirsi come una disciplina volta nel
complesso a prevedere una «scuola inclusiva», che accompagna tutti gli
studenti ad una qualificazione necessaria ad un primo inserimento
professionale. In tale ottica, deve leggersi l'innalzamento
dell'obbligo scolastico, che è chiaramente volto a combattere contro
la dispersione scolastica. Al riguardo, nel fare presente che è stato
svolto un adeguato confronto con le regioni, allo scopo di valorizzare
la sperimentazione nell'ambito di accordi specifici tra il Governo e la
singola regione, sottolinea che le norme previste nel disegno di legge
finanziaria intendono rispondere in un'ottica di perequazione alle
esigenze del settore della scuola e ai bisogni dell'offerta formativa:
così è, ad esempio, per i progetti sperimentale di formazione per
l'infanzia.
Rileva, poi, che la disciplina concernente l'educazione degli adulti
prevista al comma 9 dell'articolo 68 è finalizzata ad aumentare il
livello di scolarizzazione che, in Italia, è più basso rispetto agli
altri paesi europei. Nel precisare che questa è la ratio del quadro
normativo di riferimento, osserva che si registra una chiara inversione
di tendenza in materia di autonomia scolastica, che si configura come un
ambito estremamente difficile in quanto occorre garantire una reale
indipendenza.
Per quanto attiene il merito delle norme contenute nel disegno di legge
finanziaria per il 2007, osserva che l'articolo 65 istituisce due
fondi, destinati rispettivamente alle competenze dovute al personale
delle istituzioni scolastiche, con esclusione degli stipendi del
personale a tempo indeterminato e determinato, ed al funzionamento delle
istituzioni scolastiche. Si tratta di un cambiamento strategico
in quanto verranno trasferite risorse in due unici fondi
consentendo alla scuola di disporre di maggiore flessibilità di gestione
utilizzando risorse per destinare interventi per una migliore
progettualità.
Ritiene, altresì, che l'istituzione di un'Agenzia nazionale
per lo sviluppo dell'autonomia scolastica rappresenti una «svolta
strategica»; nell'osservare che tale Agenzia sarà articolata sul
territorio, precisa che l'abolizione degli istituti regioni di
ricerca educativa comporta che le funzioni di tali soggetti verranno
trasferite all'Agenzia implicando, altresì, risparmi di spesa.
Osservato che in tal modo si otterrà una razionalizzazione delle
strutture, reputa necessario che si introducano le disposizioni per
la valorizzazione dell'istruzione e formazione tecnica superiore di
cui il Paese ha bisogno: al riguardo, nel precisare che si tratta del
riordino degli istituti professionali di Stato,
sottolinea che si procederà ad una riorganizzazione degli orari e
che si procederà a investimenti importanti, che non implicheranno una
violazione delle competenze regionali, atteso che gli istituti fanno
parte di un ordinamento nazionale. Fa presente che l'introduzione di
tali norme rappresenterà un sostegno agli istituti in difficoltà nella
prospettiva di un potenziamento della filiera tecnico-professionale.
Per quanto riguarda il personale nel settore della scuola, rileva
che il disegno di legge finanziaria per il 2007 prevede un investimento
la cui entità è di straordinaria importanza, considerato che la
dotazione complessiva di risorse finanziarie consentirà di
porre rimedio alla situazione del precariato
«storico». Per tale ragione, ritiene che i dati forniti da
taluni organi di stampa siano completamente destituiti di ogni
fondamento, considerato che il piano di assunzioni previsto nella
manovra finanziaria è inserito in un contesto e in una valutazione
strategica volta a superare le graduatorie
permanenti, che sono il frutto di normative emanate in
precedenza talvolta incoerenti.
Precisa, pertanto, che il Governo in carica intende definire tale
materia in maniera differente individuando una soluzione
improntata a criteri diversi, che verranno definiti attraverso il
confronto con i soggetti interessati. Rileva che dal monitoraggio delle
assunzioni potranno essere tratti criteri rilevanti per il futuro e che
l'anno scolastico 2010 rappresenterà un punto
di svolta per la definizione degli organici nella scuola,
come si evince dalle norme del disegno di legge finanziaria.
Ricorda che, nelle more dell'emanazione delle nuove regole, il Governo
tenta in via transitoria di superare il problema della carenza di
organico nella dirigenza scolastica.
Nel ribadire l'erroneità dei dati forniti dalla stampa riguardo
ai tagli di organico, rileva che l'impianto normativo sul quale si basa
la manovra di finanza pubblica per quanto riguarda la scuola è volta
a superare la frammentazione didattica attraverso
gli accorpamenti di classi, la cui individuale esistenza non
appare giustificata sulla base di ragioni legate alla domanda didattica
e all'offerta formativa.
Fa presente che il Governo tenta inoltre di individuare una soluzione
per gli insegnanti inidonei all'insegnamento e per quelli
soprannumerari. Si augura, infine, che nel corso dell'esame
parlamentare vengano reperiti maggiori stanziamenti da destinare all'edilizia
scolastica.
In generale, dichiara in conclusione che il Governo è disponibile a
raccogliere i suggerimenti provenienti dal Parlamento nella prospettiva
di un miglioramento del testo. Per tale ragione, precisa che il Governo
non è pregiudizialmente contrario a proposte di modifica, ma è
disponibile a discutere esprimendosi su ciascun emendamento, allo scopo
di addivenire a una migliore formulazione delle norme.
Alba SASSO (Ulivo),
relatore, fa presente che come già
evidenziato nel corso dell'esame del decreto-legge, si ritiene opportuno
per il settore dell'editoria innalzare i finanziamenti e ridefinire le
modalità di stanziamento, rispettando i diritti soggettivi sugli stessi,
a tutela del pluralismo nell'informazione. Ribadisce sul punto la
presentazione di proposte emendative nelle Commissioni di merito.
Evidenzia che la manovra finanziaria reca misure strategiche al rilancio
della conoscenza e della cultura.
Sulla scuola si prevedono
investimenti strategici per migliorare la qualità e l'efficienza del
sistema, pur raccogliendo un'eredità pesante per la riduzione di
organico e di fondi previsti dal precedente Governo. Vi è quindi un
piano di investimenti triennale con 150.000 assunzioni per i docenti e
20.000 per il personale ATA come non era mai avvenuto prima; si
realizza anche un piano nuovo per il reclutamento. Precisa che
anche alla questione della formazione delle classi molte delle
questioni saranno risolte recuperando un'equiparazione fra organico di
diritto e organico di fatto, aumentando la pianta organica. Si tratta
quindi di interventi che mirano a rendere la scuola più efficace,
efficiente, qualificando l'offerta formativa. Ricorda peraltro che sono
emerse alcune criticità alle quali si cercherà di rimediare nel corso
dell'esame, come per esempio con la reintroduzione del fondo sul
prestito per le biblioteche, che consentirà allo Stato di evitare
una procedura di infrazione in sede di Unione europea.
[Omissis]
Alba SASSO (Ulivo),
relatore, invita al ritiro degli
emendamenti riferiti all'articolo 65, altrimenti il parere è contrario.
Sull'articolo 66, esprime parere favorevole
sull'emendamento Li Causi 1746-bis/VII/66.126, e Rusconi
1746-bis/VII/66.125, e raccomanda l'approvazione del suo
emendamento 1746-bis/VII/66.128, invitando al ritiro dei
restanti emendamenti, altrimenti il parere è contrario.
Il viceministro Mariangela BASTICO
esprime parere conforme a quello del relatore.
Alba SASSO (Ulivo), relatore,
invita al ritiro dell'emendamento De Simone 1746-bis/VII/66.119
e alla sua trasformazione in un ordine del giorno.
Titti DE SIMONE (RC-SE) ritira
il proprio emendamento 1746-bis/VII/66.119 a condizione che il suo
contenuto sia recepito nella relazione della collega Sasso.
Titti DE SIMONE (RC-SE) accoglie
l'invito al ritiro di tutti i suoi emendamenti presentati all'articolo
66. Rileva però che sull'articolo 66 i sindacati e le associazioni
chiedono di aprire ad un maggiore approfondimento soprattutto in merito
ai possibili effetti di una riduzione degli organici. Auspica nel
prosieguo dell'esame un confronto con il Governo e con le forze della
maggioranza allo scopo di apportare una correzione che scongiuri i tagli
al settore del sistema scolastico. Preannuncia quindi che ripresenterà
gli stessi emendamenti presso la Commissione Bilancio.
[Omissis]
La Commissione approva quindi
l'emendamento 1746-bis/VII/66.125.
La Commissione approva quindi
l'emendamento 1746-bis/VII/66.126.
La Commissione approva quindi
l'emendamento 1746-bis/VII/66.128.
Alba SASSO (Ulivo), relatore,
raccomanda l'approvazione dell'emendamento 1746-bis/VII/67.6.
La Commissione approva quindi
l'emendamento 1746-bis/VII/67.6.
[Omissis]
Alba SASSO (Ulivo) ritira il proprio
emendamento 1746-bis/VII/68.71; invita al ritiro degli emendamenti
riferiti all'articolo 68 altrimenti il parere è contrario.
Il viceministro Mariangela BASTICO
concorda con il relatore.
[Omissis]
Titti DE SIMONE (RC-SE) ritiene
apprezzabile che la finanziaria abbia avviato un processo di riforma
dell'obbligo scolastico portandolo a 16 anni. Ritiene peraltro che vi
siano necessari correttivi da adottare per rendere la proposta più
consona al programma della maggioranza. Preannuncia quindi il ritiro
di tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 68, riservandosi di
procedere alla loro ripresentazione presso la Commissione bilancio.
[Omissis]
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